Visita aritmologica

Le seguenti informazioni valgono per queste due prestazioni ambulatoriali:

  • Prima visita cardiologica aritmologica con ECG;
  • Visita cardiologica aritmologica di controllo con ECG.

La visita aritmologica con ECG è un controllo specialistico preliminare condotto da un aritmologo, focalizzato su aritmie cardiache come fibrillazione atriale o extrasistoli. Il medico prima raccoglie la storia clinica, poi esegue un esame obiettivo e un ECG per rilevare irregolarità nel ritmo o nella conduzione elettrica. Infine, con i dati raccolti stabilisce un quadro di riferimento per trattamenti futuri e/o indicazioni su terapie da seguire.

La differenza sostanziale è il grado di profondità della visita. Nel caso della prima volta, il medico necessita di maggior tempo per apprendere la storia clinica e procedere con l’esame. Al contrario, in caso si tratti di un controllo, si procede direttamente alle misurazioni e all’ECG.

Si inizia con l’anamnesi completa del paziente con tanto di lista dei farmaci usati. Successivamente, si procede con l’esame fisico: misurazione di pressione e frequenza cardiaca, auscultazione del cuore e polmoni, controllo di edemi o vene giugulari. Infine, si effettua l’ECG, applicando elettrodi indolori su torace, braccia e gambe per registrare l’attività elettrica. Una volta completato il tracciato, il medico analizza i risultati, fa le dovute valutazioni e stilerà il referto con le indicazioni.

Considerando anche il tempo dell’anamnesi iniziale, generalmente sono necessari dai 20 ai 40 minuti. Ricordiamo che è opportuno presentarsi in Clinica con almeno 10 minuti di anticipo rispetto all’orario prefissato.

Non sono richieste particolari preparazioni. L’esame è indolore e non prevede sospensioni di farmaci né digiuno (al limite, evitare il caffè la mattina della visita). Può essere utile vestirsi comodamente per facilitare l’applicazione degli elettrodi e, per gli uomini, valutare la rasatura sul torace. È assolutamente importante portare lista farmaci, referti passati e sintomi annotati. Inoltre, comunicare al medico se hai pacemaker, allergie o sei in gravidanza.

Caffeina, ansia e alcuni farmaci possono influenzare il ritmo cardiaco; segnala al medico assunzioni recenti e lo stato d’animo al momento dell’esame.

Se i sintomi sono episodici o l’ECG a riposo non rileva anomalie, il cardiologo può proporre:

  • Holter 24–48 ore per registrare il ritmo in modo continuativo e catturare aritmie intermittenti.
  • Monitoraggio prolungato (event recorder) per sintomi rari che si manifestano sporadicamente.
  • Test da sforzo se si sospetta una componente ischemica o aritmica legata all’esercizio.
  • Ecocardiogramma per valutare la struttura e la funzione cardiaca se indicato dal quadro clinico

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