Protesi ginocchio
L’intervento prevede un’incisione cutanea longitudinale anteriore centrata sulla rotula e avrà lunghezza variabile anche in funzione della corporatura del paziente. La tecnica utilizzata ha l’obbiettivo di ridurre al minimo l’invasività rispettando i tessuti. La scelta del metallo e del modello della protesi dipenderà dalla visita preliminare optando per la migliore compatibilità possibile e nel rispetto delle funzioni locomotorie. Tuttavia, la suddetta scelta è suscettibile di variazioni in fase intraoperatoria qualora l’ortopedico lo ritenesse doveroso.
L’ortopedico effettua un’anamnesi approfondita della storia clinica del paziente, studiandone i referti precedenti. Segue un controllo fisico del ginocchio da sottoporre a intervento e espone la sua valutazione, fattori di rischio inclusi. Infine, se ritenuto opportuno, il medico può disporre ulteriori controlli specifici.
Nel periodo immediatamente precedente all’intervento di protesi al ginocchio il paziente deve mantenersi a digiuno. È fondamentale rendere nota delle terapie e dei farmaci assunti, soprattutto bisogna comunicare eventuali allergie a farmaci e/o a metalli (per esempio il Nichel). Verranno effettuati: prelievo ematico di routine, ECG, Rx torace, Rx ginocchio e femore con apposito repere per il planning preoperatorio, Visita Internistica e Visita Anestesiologica. Al termine dell’iter il paziente sarà dichiarato idoneo all’intervento o, in caso contrario, saranno predisposti ulteriori esami.
Non esistono specifiche controindicazioni all’intervento di protesi di ginocchio, ma bisogna tenere in considerazione i rischi legati alle condizioni generali del malato. Parliamo quindi di eventuali patologie cardiache, insufficienze respiratorie o altre condizioni che il medico valuta già nella fase di pre-ricovero.
Deve essere inoltre accertata una buona possibilità di collaborazione da parte del paziente post-intervento e nel periodo di riabilitazione.
Costituiscono, invece, delle controindicazioni assolute:
- l’artrite settica del ginocchio;
- la grave insufficienza muscolare e dell’apparato estensore;
- le patologie che conducono a rapida distruzione del tessuto osseo.
Le complicanze che possono sopraggiungere dopo l’intervento sono varie: infezioni superficiali o profonde; danni neurologici o vascolari da lesione; trombosi venosa profonda, embolia polmonare; cedimento del tendine rotuleo; cicatrici cheloidee; necrosi cutanea; zoppia; dolore in sede di intervento; fratture periprotesiche; lussazione delle componenti protesiche; instabilità legamentosa.
Naturalmente la percentuale che si verifichi una di esse è molto bassa. Ciononostante, è necessario porre particolare attenzione a:
- infezioni: possono avvenire sia precocemente (pochi giorni dopo l’intervento) sia tardivamente a causa di infezioni in altri distretti. La cura prevede l’uso di antibiotici (la durata e la tipologia saranno indicate dal medico) oppure con la revisione chirurgica della ferita. Se dovesse persistere, si procederà alla rimozione della protesi per impiantarne successivamente un’altra. Per ridurre al minimo il rischio di tale complicanza viene praticata una profilassi antibiotica prima e dopo l’intervento. Sono maggiormente a rischio i pazienti obesi, diabetici o con disturbi dismetabolici e immunologici.
- flebite: è un’infiammazione delle vene dell’arto operato (più raramente di quello controlaterale) con possibile formazione di coaguli aderenti alla parete della vena fino alla sua occlusione (Tromboflebite). Il distacco di questi coaguli e il successivo arrivo attraverso il circolo ematico ai polmoni può provocare l’embolia polmonare, evenienza molto grave e pericolosa. Per prevenire queste complicanze si utilizza l’Eparina somministrata tramite iniezione sottocutanea (in genere nell’addome). Questa profilassi dovrà essere scrupolosamente eseguita anche dopo la dimissione per il tempo prescritto (in genere 40 giorni dall’intervento).
Altre informazioni utili
Presentarsi almeno 10 minuti prima dell’orario di visita, consapevoli dell’eventuale attesa e, soprattutto, del tempo necessario a trovare parcheggio. A tal proposito rammentiamo il numero esiguo di posti auto presenti davanti la Clinica San Gaudenzio (via Bottini, 3) e di optare, in alternativa, nelle vie vicine (via Dante o via Gniffetti).