San Gaudenzio in diretta a Vienna per euro-echo imaging 2014

11 Marzo 2015
San Gaudenzio in diretta a Vienna per euro-echo imaging 2014

Nuove positive conferme per l’équipe del cuore

Anche quest’anno il Team di ecocardiochirurgia della Clinica San Gaudenzio è stato scelto dalla Società Europea di Cardiologia per trasmettere in diretta al più grande Congresso di Ecocardiografia al mondo, un delicato intervento chirurgico direttamente da Novara.
Ne parliamo in modo approfondito con il Dott. Gheorghe Cerin, cardiologo ed ecocardiografista, nonché Responsabile del Servizio di Ecocardiografia della Clinica novarese.

Cosa può dirci di questa ennesima e significativa esperienza che vi riguarda?

“Il congresso, organizzato dalla European Association of Cardiovascular Imaging (EACVI)e con il patrocinio della Società Europea di Cardiologia, si è tenuto a Vienna dal 3 al 6 dicembre scorso. Per la seconda volta negli ultimi due anni abbiamo quindi avuto l’onore e il privilegio di eseguire una diretta dalla sala operatoria di Novara e questo perché ormai il nostro Team vanta anni di comprovata esperienza che ha portato al perfezionamento degli esami ecocardiografici e degli interventi cardiochirurgici. Un grande orgoglio, soprattutto se pensiamo che oltre 3.500 cardiologi da tutto il mondo si sono incontrati a Vienna per condividere le ultime novità in campo ecocardiografico e affrontare temi di interesse come quello della risonanza magnetica cardiaca e della medicina nucleare cardiovascolare”.

Qual è stato l’intervento che questa volta avete deciso di trasmettere in diretta?

“A differenza dell’Euro-Echo Imaging di Istanbul di un anno fa, quando avevamo partecipato con la riparazione di una valvola mitrale eseguita magistralmente dal dott. Diena in tecnica mininvasiva, quest’anno lo staff scientifico della Società Europea di Cardiologia ci ha proposto d’effettuare, sempre in diretta, un intervento riparativo su una valvola aortica. Rispetto alla chirurgia riparativa della mitrale, che ha ormai un passato di oltre quarant’anni, la riparazione della valvola aortica sta entrando nell’uso corrente da più o meno una ventina d’anni, essendo generalmente una pratica meno conosciuta e assai meno eseguita. Ed è stato proprio questo il motivo del grande interesse e dell’intenso dibattito che il nostro intervento chirurgico ha suscitato tra i partecipanti al Congresso. Il tutto si è svolto alla presenza, tra gli altri relatori, di uno dei più noti ed esperti cardiochirurghi al mondo nella riparazione della valvola aortica: il Prof. Gebrine El Khoury, Saint-Luc University Hospital di Bruxelles, insieme al Prof. Dragos Vinereanu, cardiologo ed ecocardiografista presso l’Università di Medicina di Bucarest. L’intervento in diretta da Novara, di 90 minuti circa, è stato eseguito dal dott. Marco Diena, insieme al Team medico novarese, che ha eseguito perfettamente la riparazione della valvola aortica bicuspide sostituendo al contempo l’aorta ascendente in quanto dilatata e ad alto rischio di rottura. Il successo dell’operazione è stato possibile anche grazie all’impeccabile esecuzione dell’ecocardiografia intra e post operatoria eseguita dalla dott.ssa Diana Benea, cardiologa ed ecocardiografista della Clinica San Gaudenzio di Novara. A Vienna invece, all’interno della stessa sessione live, il sottoscritto ha presentato una conferenza sulla valutazione ecocardiografica perioperatoria nella chirurgia riparativa della valvola aortica oltre ad un’altra conferenza relativa all’anatomia chirurgica della valvola aortica.

Abbiamo avuto anche 40 medici che hanno assistito all’intervento dalla Sala congressi della Clinica San Gaudenzio e nel contempo i nostri colleghi dall’Università di Chişinău (Moldavia) hanno partecipato in diretta al nostro intervento chirurgico, nell’ambito di un incontro locale dedicato alla patologia aortica. In questo modo anche loro, attraverso il tele-learning, hanno avuto la possibilità di tenersi aggiornati su un argomento di grade attualità ecocardiografica e cardiochirurgica e di essere virtualmente presenti per un’ora e mezzo all’Euro-Echo di Vienna.

Ci può spiegare i motivi di tanto interesse per questo tipo di interventi? Perché sono così importanti le dirette per le riparazioni sulle valvole cardiache?

Oggi in Europa, come anche negli Stati Uniti, un paziente su due con una valvola mitrale insufficiente, viene sottoposto ad un intervento riparativo. Il restante 50% dei pazienti riceve invece una protesi valvolare che porta inevitabilmente con sé alcuni svantaggi come l’assunzione di farmaci anticoagulanti orali per tutta la vita del paziente che, nel caso di protesi meccanica, può andare incontro a sanguinamento nel circa 6/8% di casi all’anno. In più le protesi hanno una vita limitata (in media a 15 anni per quelle biologiche), senza considerare il più alto rischio di decesso durante l’intervento. Negli ultimi anni il successo della chirurgia valvolare ripartiva della mitrale è salito quasi al 100%, parliamo ovviamente di interventi praticati in centri specializzati come lo è quello della Clinica San Gaudenzio di Novara. Questo è quindi il principale motivo che giustifica un interesse così grande per la chirurgia valvolare ripartiva.
In un contesto di generale allerta e interesse, la trasmissione in diretta di un intervento chirurgico di questo genere rappresenta un’eccellente opportunità per chiarire e discutere dal vivo vari aspetti come quello dell’ecocardiografia, uno dei punti cardine per la riuscita dell’intervento e per il controllo post operatorio quando l’ecocardiografista deve convalidare il buon esito dell’intervento e confermare la giusta scelta della strategia operatoria”.

Lo scorso anno il Team ha partecipato, sempre con un intervento in diretta, anche al Congresso Mondiale di Ecocardiografia. Significa che questo tipo di operazioni chirurgiche riguarda soprattutto l’aspetto ecocardiografico?

“Un intervento di riparazione valvolare coinvolge in prima persona il chirurgo, ma al contempo anche la figura dell’ecocardiografista diventa fondamentale, così come lo deve essere la collaborazione tra le due parti: quella chirurgica e quella ecografica, appunto.
Ogni volta che si esegue un’ecocardiografia ad un paziente che deve sottoporsi ad intervento è come mettersi alla prova perché in sala operatoria il cuore viene esposto ed è lì che si può verificare dal vivo la situazione e capire se l’indagine era stata svolta in maniera corretta. Sono oltre vent’anni che mi cimento quotidianamente con queste situazioni ed è per questo che faccio di tutto per insegnare e trasferire le mie conoscenze ai giovani medici. Ad oggi nella Clinica San Gaudenzio possiamo contare su tre ecocardiografisti con piena maturità in ecocardiografia chirurgica. In più, alcuni anni fa, abbiamo formato una dozzina di ecocardiografisti, italiani e stranieri, in ecografia intraoperatoria.
Da oltre dieci anni organizziamo Corsi ECM con trasmissioni in diretta dalla sala operatoria di Novara alla sala congressi della Clinica, indirizzati prima di tutto ai cardiologi, ai cardiochirurghi o anestesisti, ma anche ai medici di base, radiologi o infermieri professionali. Questo perché la cardiochirurgia è per antonomasia una specialità dove il lavoro di squadra è vitale per raggiungere risultati d’eccellenza ed è proprio questo uno dei motivi per cui siamo oggi presenti a livello europeo e mondiale con interventi in diretta di ecocardiografia intraoperatoria e cardiochirurgia”.

Quali sono i feedback dei colleghi che hanno partecipato a questi eventi?

Riceviamo costantemente ringraziamenti per il lavoro di squadra, per la scrupolosità, per la precisione degli esami ecocardiografici e per l’accuratezza della tecnica chirurgica. L’eccellente metodica di lavoro e la stretta collaborazione all’interno del gruppo sono forse il messaggio più forte che traspare dalle nostre trasmissioni in diretta. Ovviamente è molto anche lo stress, però nella sua accezione positiva, una tensione forte che riesce a darci la giusta carica per gestire al meglio le varie fasi dell’intervento compreso il confronto in diretta, dal vivo, con chirurghi, anestesisti, perfusionisti oppure cardiologi italiani e stranieri, che si dimostra sempre molto costruttivo e veritiero. Posso inoltre interpretare che la nostra presenza ripetitiva a questi congressi europei e mondiali, rappresenta anche un riconoscimento internazionale al nostro Centro di Novara come uno dei punti di riferimento nella chirurgia valvolare riparativa ed ecocardiografia intraoperatoria”.


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