Da Istanbul a Vienna con l’équipe del cuore di Novara

25 Giugno 2014
Da Istanbul a Vienna con l’équipe del cuore di Novara

A dicembre il congresso europeo di ecocardiografia

Altra importante tappa per l’Èquipe di cardiologia e cardiochirurgia della Clinica San Gaudenzio di Novara che nel mese di maggio ha partecipato al World Congress of Echocardiography and Allied Techniques con un intervento eseguito in diretta dalla sala operatoria novarese. A parlarci di questa importante esperienza è il Dott. Gheorghe Cerin, Responsabile dell’Unità Funzionale di Cardiologia della Clinica San Gaudenzio di Novara.

Cosa può raccontarci di questa esperienza e come arriva una Struttura sanitaria come quella di Novara ad essere scelta per partecipare attivamente a questi congressi tanto prestigiosi?
“Sono davvero orgoglioso di questo traguardo raggiunto, il nostro gruppo di cardiologi, anestesisti e cardiochirurghi ha preso parte al XIX Congresso Mondiale di Ecocardiografia organizzato con il patrocinio della Società Internazionale di Ecocardiografia, diretta dal Prof. Navin Nanda. Quest’anno il Congresso è stato organizzato in una bellissima città dalla Transilvania, Sibiu, che ha accolto più di 800 partecipanti, tra medici e specialisti, provenienti da tutto il mondo.

La nostra presenza al Congresso Mondiale di Ecocardiografia è il risultato di oltre dieci anni di intenso lavoro nel campo della formazione professionale in Italia, attraverso i Corsi ECM organizzati nella Clinica San Gaudenzio e ufficialmente riconosciuti dal Ministero della Salute. Siamo uno dei pochissimi centri in Italia che organizzano annualmente Corsi ECM con trasmissioni in diretta dalla sala operatoria alla sala congressi per cardiologi, anestesisti, cardiochirurgi e anche per i medici di base e gli infermieri professionali.
L’impatto formativo e didattico della trasmissione in diretta si è dimostrato molto efficace e, negli ultimi quattro anni, siamo riusciti a estendere i collegamenti telematici con vari centri universitari e non. Abbiamo quindi portato i nostri Corsi ECM nei centri di cardiologia e cardiochirurgia di Varsavia, Bucarest, Chişinău, Tbilisi, Timisoara, Oradea, Brasov, Sinaia e diverse altre città.
Grazie quindi alla nostra esperienza, la Società Europea di Cardiologia, così come anche la Società Internazionale di Ecocardiografia, hanno avuto fiducia nella nostra équipe e hanno accettato la nostra proposta di collegarci in diretta dalla sala operatoria di Novara per una trasmissione live di ecocardiografia intraoperatoria e cardiochirurgia.
Solo un anno fa eravamo presenti anche all’EuroEcho 2013 ad Istanbul (oltre 35000 partecipanti da tutto il mondo) con una riparazione valvolare mitralica eseguita, con tecnica mininvasiva, dal Dott. Marco Diena. Un intervento delicato, molto apprezzato dallo staff scientifico della Società Europea di Ecocardiografia. Grazie a questo successo abbiamo quindi ricevuto l’invito ad essere presenti anche al prossimo Congresso Europeo di Ecocardiografia che si terrà a Vienna il prossimo dicembre”.

Quali sono le maggiori difficoltà che si possono incontrare nell’esecuzione in diretta di interventi così delicati?
“Non è certo facile eseguire un intervento a cuore aperto in diretta. Ci sono diverse variabili da gestire ed è per questo che diventa davvero fondamentale il valore del lavoro di squadra, in particolar modo la collaborazione fra il cardiochirurgo e l’ecocardiografista in interventi, per esempio, di chirurgia valvolare riparativa. Ad oggi il nostro team ha eseguito circa trenta interventi chirurgici live e posso quindi dire che abbiamo acquisito un certo tipo di esperienza. Tutto questo anche grazie all’appoggio tecnico di una squadra audio-video molto preparata, anch’essa con esperienza quasi ventennale in trasmissioni mediche in diretta ed infine la tecnologia ecocardiografica di alto livello di cui disponiamo ci permette di essere presenti sulle platee dei più grandi congressi internazionali. A questo proposito uno degli strumenti più avanzati su cui possiamo contare è quello che ci permette di avvalerci dell’ecocardiografia transesofagea intraoperatoria tridimensionale, un apparecchio sofisticato che abbiamo avuto il privilegio di utilizzare dalla sua prima uscita sul mercato grazie al Gruppo Policlinico di Monza che ha creduto nel nostro team mettendoci a disposizione quanto di meglio dal punto di vista tecnologico. Un altro aspetto fondamentale per la buona riuscita di un intervento live è la preparazione del chirurgo che deve avere una solida esperienza alle spalle perché, come si potrà capire, non è facile mantenere la concentrazione sull’intervento e al contempo rispondere in maniera esaustiva alle domande che vengono poste dal pubblico che assiste. Da questo punto di vista il Dott. Marco Diena ha pienamente dimostrato in tutti questi anni di essere in grado di eseguire con grande cura l’intervento chirurgico e di tenere il passo con le domande ricevute dalla sala congressi”.

Come si prepara il team ad un evento di questa portata? Ci sono prove, riunioni, consulti?
“Essendo una diretta non possiamo fare prove, tantomeno ripetizioni. Il caso clinico viene prima discusso all’interno del gruppo e l’intervento pianificato nei minimi dettagli.
La squadra di ecocardiografisti prepara con grande cura la presentazione del caso, con tutti i suoi particolari: dall’esame clinico, alla coronarografia e naturalmente l’esame preoperatorio transtoracico. Dopo la scelta del caso clinico segue tutta la preparazione della presentazione da parte degli ecocardiografisti. A Novara abbiamo acquisito nel tempo una notevole ed incontestabile esperienza nell’ecocardiografia intraoperatoria.
Da oltre dieci anni abbiamo sempre un ecocardiografista in sala operatoria che partecipa attivamente alla decisione e alla scelta dell’intervento chirurgico. Oltre al sottoscritto, che ha acquisito esperienza con questa metodica in oltre vent’anni di lavoro, il nostro team usufruisce dell’appoggio e dell’esperienza di tutti i suoi componenti:
La Dott.ssa Diana Benea e il Dott. Adrian Popa, entrambi esperti in ecografia peri-operatoria”.

Con quali criteri viene scelto il caso da presentare come intervento live e come viene organizzato il tutto?
“Non è mai facile trovare il caso clinico più adatto, tuttavia cerchiamo sempre di scegliere tra quelli più emblematici, che possono aiutare la platea che assiste ad entrare nel merito dell’argomento con interazioni e domande.
Ad Istanbul, all’EuroEcho 2013 per esempio, ci è stato chiesto di fare in diretta una riparazione della valvola mitrale che il Dott. Diena ha scelto di approcciare in maniera minivasiva e non attraverso la sternotomia classica. Come noto la chirurgia mininvasiva, che si sta facendo sempre più largo nella pratica chirurgica degli ultimi anni, è più impegnativa e generalmente più difficile rispetto alla chirurgia classica, ma al contempo può essere più vantaggiosa per il paziente che vede notevolmente ridotti i tempi di recupero post-operatorio. Alla presenza dei guru della cardiochirurgia e cardiologia come il Prof. Giles Dreyfus, il Prof. Romuald Cichon, il Prof. Raphael Rosenhek e il Prof. Khalil Fattouch, il Dott. Diena ha eseguito alla perfezione un intervento complesso di riparazione valvolare, assecondato con precisione dagli ecocardiografisti.
Vorrei ancora precisare che il tutto viene anche discusso con lo staff dirigenziale del Congresso e oltre al caso clinico, che viene presentato in streaming da Novara, in aula procedono in parallelo due o tre conferenze strettamente correlate al caso che spaziano dall’anatomia, all’ecocardiografia, alla chirurgica”.

Quali sono i vantaggi per chi partecipa attivamente e per chi assiste a questo tipo di Congressi?
“La possibilità di vedere in diretta l’intervento chirurgico ovviamente e poi capire l’importanza dell’indagine ecocardiografica nella definizione della strategia chirurgica da seguire. Questo diciamo è il vero valore aggiunto di assistere ad un’operazione chirurgica live.
A questo proposito ci tengo a sottolineare che mediamente oggi, in Europa e negli Stati Uniti, un paziente con insufficienza mitralica è sottoposto ad intervento di protesi valvolare nel 50% dei casi circa. Contemporaneamente vari centri internazionali dedicati alla chirurgia valvolare riparativa, tra cui il centro della Clinica San Gaudenzio di Novara, hanno da anni evidenziato successi nella riparazione valvolare mitralica nel 95% dei pazienti e questo grazie all’esperienza della squadra ecocardiografica e chirurgica. Se aggiungiamo quanto detto il fatto che le cifre di mortalità della chirurgia riparativa non superano l’1%, rispetto a circa il 4% della chirurgia protesica, si può capire meglio perché tanto interesse sull’argomento da parte della comunità medica internazionale.
La medicina non si può imparare solamente sui libri di testo e il valore aggiunto di assistere a questo generi interventi, per i medici di oggi e quelli di domani, non ha eguali. In più la valvola mitrale che presenta insufficienza, non si logora mai nello stesso modo e per questo ogni caso è a sé e il chirurgo deve saper inventare sempre una soluzione diversa. Questo quindi porta al confronto tra specialisti, al dialogo tra i membri del team che devono essere affiatati e collaborativi. Non può quindi farci che piacere ricevere richieste dai nostri colleghi che chiedono di essere ammessi nel nostro centro per training in ecocardiografia perioperatoria. Abbiamo formato ecocardiografisti dalla Romania, Polonia, Moldavia, Georgia e naturalmente dall’Italia e tutto ciò ci conferma quotidianamente che stiamo percorrendo la strada giusta”.


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